Istituto Italiano per la Ricerca e l'Insegnamento

della Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve di H. Davanloo


Introduzione alla Tecnica di Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve

Ogni Psicoterapia dinamica riconosce un obbiettivo comune: l’accesso all’inconscio, attraverso la ricerca di quella che Freud chiama "la Via Regia".

Il pregio della ISTDP, e di Davanloo che l’ha messa a punto in quasi 40 anni di ricerca, è che ha permesso di individuare, sin dal primo incontro, elementi clinici che permettono al paziente ed al suo terapeuta di trovare rapidamente tale via, utilizzando tali elementi al pari di quanto puo' fare un viaggiatore con una mappa.

Gli interventi sono nati come frutto di una ricerca clinica, e sono stati, con un processo di prova ed errore, sistematizzati gradualmente in una tecnica.

Centrale per poter fare ciò è stato, sin dall’inizio del suo sviluppo, l’uso che D. ha fatto della videoregistrazione. Mutuandone l’utilizzo che ne veniva fatto in neurochirurgia, D. ha iniziato negli anni ’60, per primo in area psicoterapica, a registrare tutte la prime interviste dei pazienti esterni che afferivano al Servizio che egli dirigeva, applicando interventi che egli riteneva utili per mobilizzare il sistema dinamico inconscio: rivedendo poi i nastri, quando riteneva che un elemento fosse efficace, lo applicava sistematicamente con il successivo gruppo di pazienti, scartando al contempo quegli elementi che non modificavano, o addirittura rallentavano il processo di accesso all’inconscio.

I risultati furono presentati al primo Congresso sulla Psicoterapia breve, organizzato dallo stesso Davanloo, e tenuto a Montreal nel marzo del 1975, circa dieci anni dopo l'inizio della ricerca; successivamente, egli organizzò altri due Simposi Internazionali (Montreal, 1976 - Los Angeles, 1977) in occasione dei quali si riunirono ricercatori come D. Malan, P. Sifneos, ed altri che avevano sviluppato autonomamente strategie per ridurre la durata delle psicoterapie psicoanalitiche. Gli atti del convegno del 1976 furono curati da Davanloo e, riuniti in volume ("Short-Term Dynamic Psychotherapy", ed. by H. Davanloo, J.Aronson Publisher ,NY, 1980) costituirono la prima panoramica di un movimento molto eterogeneo mosso da differenti esigenze come quelle di adattare la psicoanalisi classica alle istituzioni pubbliche, ridurne i costi, renderla una disciplina scientifica, renderla più efficace.

Attraverso la videoregistrazione, e più di ogni trascritto, lo sviluppo della tecnica (e la sua applicazione) ha quindi potuto costantemente basarsi su dati empirici: per quanto nessuno neghi l’importanza dell’inconscio del terapeuta nell’incontro psicoterapico, Davanloo ha deciso di privilegiare questo punto di vista, empirico, per creare una Tecnica che fosse dimostrabile, replicabile e trasferibile ad altri. Un altro aspetto importante è che in questo modo, egli ha introdotto elementi di contatto con la biologia delle emozioni e con le neuroscienze, connessione questa che molti altri approcci rischiano di perdere, se mai l’hanno avuto.

Dagli anni '80, l'attivita' di formazione e ricerca che Davanloo ha incessantemente portato avanti in Nord America, sia alla McGill University che in altre sedi, e' iniziata anche in Europa, e piu' precisamente in Svizzera. Da questo nucleo iniziale si sono evoluti, oltre ad una generazione di terapeuti che utilizza in Europa tale Tecnica, alcuni Istituti nazionali, in Svizzera, in Germania ed in Italia, che ne proseguono e ne integrano il percorso di Training.


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