Istituto Italiano per la Ricerca e l'Insegnamento

della Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve di H. Davanloo


La Tecnica di Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve di H.Davanloo

(Acknowledgments)

L’aspetto clinico più immediato, che distingue la ISTDP da altre tecniche, è l’approccio alla Resistenza, l’ostacolo maggiore che ogni terapeuta, ed ogni paziente, incontra. Questa non viene affrontata con la tecnica delle libere associazioni e dell’attenzione fluttuante ma, attivamente, viene ricercata e confrontata, perché la coppia terapeuta – paziente possa sin dall’inizio conoscere quali sono i fattori che impediscono l’accesso al nucleo psicopatologico dinamico responsabile dei disturbi sintomatici e caratteriali del paziente.

Il lavoro iniziale di D. ha permesso di riconoscere uno spettro, in termini di Resistenza (e quindi di gravità di disturbo, che riflette una complessità dell’inconscio patologico) di pazienti psiconevrotici che possono essere trattati. Il lavoro di ricerca dura ancora, e oltre a permettere un continuo affinamento della tecnica, tanto che gli scritti pubblicati nel 1976 (gli atti del Primo Congresso sulla Psicoterapia Breve) solo parzialmente riflettono lo stato attuale della tecnica, ha permesso di modificarla per trattare pazienti con disturbi sintomatici e caratteriali sempre più complessi e gravi, fino ad includere l’intero spettro della fragilità strutturale e l’area borderline.

Il paziente arriva in seduta con l’intenzione conscia di guarire, e con un assetto inconscio che, per i motivi detti sino ad ora, ostacola la soddisfazione del desiderio di cura e contemporaneamente si attiva nella relazione terapeutica (Transfert), come già è avvenuto rispetto alle figure del passato ed avviene nelle relazioni attuali del paziente. Quando il terapeuta infatti, sulla base del mandato cosciente che il paziente gli da di aiutarlo a raggiungere il nucleo della sua sofferenza, si dirige verso i sentimenti profondi, da un lato questi si attivano nella relazione terapeutica, che è di per sé una relazione intima, dall’altro attivano le Difese del paziente, che divengono così Resistenza nel Transfert.

La mobilizzazione della Resistenza aumenta in modo proporzionale al mobilizzarsi dei sentimenti complessi nel Transfert (i cosiddetti fattori gemelli del Transfert e della Resistenza); questo mobilizza Ansia inconscia, e una serie di difese che cercano di ridurre l’Ansia e quindi di far permanere nell’inconscio i sentimenti profondi.

L’osservazione clinica di Davanloo è stata che, in questa situazione di tensione intrapsichica e transferale, nella quale i sentimenti inconsci vengono vissuti nel Transfert, con una attivazione massiccia ella Resistenza, "qualcosa" avveniva nell’inconscio del paziente che permetteva poi l’accesso alle sistema dinamico sino ad allora inconscio. Questo "qualcosa" è la mobilizzazione di una forza dinamica, l’Alleanza terapeutica Inconscia, che lavora insieme alla coppia terapeuta-paziente per raggiungere l’obbiettivo di liberarsi del sistema sabotante (cioè della Resistenza) che sostiene la sofferenza di quest’ultimo.

L’attivazione crescente della Resistenza permette altresì al paziente di familiarizzarsi con le proprie difese, e di iniziare, anche consapevolmente (ma sempre sulla base dell’attivazione della Alleanza Terapeutica Inconscia) a contrastarle, cio' che Davanloo chiama il rivolgersi del paziente contro le proprie difese.

Ciò che si crea è una crisi intrapsichica, che è il meccanismo che permette l’accesso all’inconscio. L’Ansia immediatamente si azzera ed il paziente sperimenta direttamente dentro di se' le emozioni inconsce: la Rabbia omicida, come immagine interna, viene vissuta verso il Terapeuta, ed a questo fa seguito l'identificazione del corpo della figura amata nel cadavere del terapeuta. Cio' da luogo all'esperienza diretta dei sentimenti di Colpa e Dolore inconsci, con i loro correlati fisiologici.

L’intero processo può essere monitorato attraverso le vie di scarico dell'Ansia inconscia, diversa dall’Ansia-sintomo, che ha i propri correlati neurofisiologici (tachicardia, iperpnea, tremore, sudorazione, difficoltà di concentrazione, sensazione di testa leggera). L'attivarsi dell'Ansia Inconscia puo' invece prendere la strada del sistema muscolo-scheletrico (tensione), del sistema di muscolatura liscia viscerale (crampi viscerali, che nella vita quotidiana possono dare luogo a scariche diarroiche o crisi asmatiche, o quella del sistema cognitivo-percettivo. Quest'ultima modalita', reponsabile nella vita del paziente di disturbi sensopercettivi, fino ai fenomeni allucinatori, e' quella che identifica i cosiddetti pazienti a struttura caratteriale fragile, non in grado cioe' di sostenere l'impatto con il proprio nucleo inconscio in prima seduta. I pazienti borderline, al momento ne rappresentano l'estrema categoria diagnostica che si puo' trattare con questa Tecnica (tale tecnica non si applica dunque a pazienti psicotici, quali gli schizofrenici).

Questo monitoraggio permette l’assunzione di una posizione psicodiagnostica, sia riguardo alla struttura del paziente, che all’andamento della seduta e del processo, e conseguentemente di utilizzare le varianti tecniche piu' appropriate per accedere all'inconscio. Esso rappresenta il principale strumento operativo a disposizione, e quello che rende il processo sicuro: nessum intervento viene applicato alla cieca, ed ogni intervento deve dare una risposta attesa, l'assenza della quale immedietamente deve allertare il terapeuta nella comprensione di cio' che sta accadendo.

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